Archivi tag: Ipotalamo

Lettera all’ Ipotalamo

Ipotalamo e sistema limbicoSeduta accanto al calorifero con le ginocchia piegate e la testa riversa su di esse, gli occhi gonfi di lacrime e arrossati per il troppo piangere, non potevo non chiedermi come mai in certi momenti ci si senta così vulnerabili. Quando soffriamo è come se avessimo gli organi esposti, sentiamo il pulsare del cuore più forte e duro, percepiamo l’intestino aggrovigliarsi (come se fosse possibile che lo diventi di più), i reni tremano, lo stomaco si chiude… è tutto lì, ben presentato, come se non avessimo ossa, pelle e connettivo a difenderci. Come se stessimo offrendo al nemico un facile accesso attraverso il quale affondare il coltello.

Caro Ipotalamo,
ora mi rivolgo a te, ma anche a tutti gli interocettori di cui non dovremmo aver coscienza e al sistema limbico, dove evidentemente non si balla abbastanza, credete di fare un buon lavoro abbandonandomi sotto il piumone ad ascoltare canzoni talmente tristi da riuscire a deprimere anche uno che ha appena vinto al superenalotto?
Via quel sorrisetto, miei cari, perchè questa cosa è inammissibile. Se la mia opinione vale qualcosa (e vale, perchè qui comando io!) Da oggi voglio sentire solo le farfalle nello stomaco, niente nausea! Voglio vedere i colori, un bel taglio ai bastoncelli, che siamo anche in crisi.
Attivazione del CGP (leggasi -gambe levate-) appena un uomo si mostra indeciso e comincia coi “ma”, al primo “non mi sono fatto sentire perchè ero impegnato a rincorrere le farfalle nel prato e la mamma ci tiene molto che ne raccolga almeno venti in inverno che altrimenti muoiono congelate”.
Via quel tribolare di pensieri, quel dialogare tra emisferi che mi disturba lo studio.
Voglio una sfavillante allegria e una prepotente autostima, tutti gli altri fasci di nervi sono noiosi, boriosi, saccenti, inconcludenti, inaffidabili.. toglierei loro il nolo delle sinapsi, e quel condizionale, messo lì per cortesia, vale quanto un imperativo.
Confidando in una migliore collaborazione futura,
porgo i miei più cordiali saluti.
Stefi