Time to Move On

Fine estate, cammini per strada come tanti altri giorni, come tanta altra gente, distratto. E ad un tratto realizzi: “Va tutto bene. Va davvero tutto bene.” Ti fermi. Respiri. Ascolti. ” La carriera che desideravo…” Gambe leggermente divaricate, piedi saldi a terra, schiena dritta. Inspiri. I polmoni si espandono, si riempiono con tutta l’aria possibile, anche loro intenti a dimostrare quanto tutto sia accessibile, quanto il massimo e la perfezione siano in fin dei conti raggiungibili. Sei stabile. “Una persona con cui star bene e che mi fa battere il cuore…”  Un leggero venticello si intrufola su per le maniche, tra i capelli, accarezza le cosce; sei leggero. “Il ricordo di una vacanza davvero perfetta..”
“Un eccitante futuro da costruire.” Torni a guardarti intorno, c’è una sfumatura diversa nei tuoi occhi. “La voglia di assaporare a pieno ogni singolo momento.”
Infili la mano nella tasca posteriore dei jeans, estrai il pacchetto di sigarette ancora praticamente pieno, non deve diventare un vizio, non più di mezzo pacchetto al mese, è la regola, e neanche tutti i mesi, ma ci sono dei momenti precisi, i cambi di prospettiva, forzati o spontanei, in cui è concesso, quasi d’obbligo, come un rito.
Porti alla bocca la sigaretta, serri le labbra per non farla cadere e inizi la danza per la ricerca dell’accendino. Lo trovi. Inspiri et voilà.
Dopo il primo tiro ricominci a camminare, il mondo non si è fermato, e non vuoi farlo neanche tu. Una canzoncina nella tua testa guida i passi verso casa.

Se fossimo al cinema probabilmente comparirebbe la scritta The End seguita dai titoli di coda, ma nella vita reale tutto ciò che sale prima o poi scende, la forza di gravità non fa sconti a nessuno.
E quel giorno la luce nei tuoi occhi la Sorte deve averla interpretata male, deve averci letto dentro una sfida, forse un senso di onnipotenza, chi lo sa, e senza lasciarti spiegare che era semplicemente felicità e gratitudine, decide di raccogliere il guanto e di giocare con te. In qualche anno, senza fretta, allestisce la scena di una partita alla quale non sai di essere invitato e della quale non conosci minimamente le regole.

Troppo drammatico? Sì, chiedo scusa mi sono lasciata prendere la mano.

Parliamo un po’ meglio di me. La mia vita non fa certo schifo e ho poco di cui lamentarmi. Gli stessi problemi che potrebbe citare una qualsiasi studentessa universitaria..
Con qualche concentrato di sfiga nell’ultimo periodo. Giusto oggi ho ripensato a quel giorno in cui tutto mi appariva perfetto e a dove invece sono ora. Quando ti accorgi di non sapere da che parte girarti, quando ogni passo sembra un passo sbagliato.. bè  non puoi che reagire restando fermo. Tu, sei fermo, il mondo no, lui si muove, corre, realizza i sogni degli altri. Ma tu l’hai provato, ricordi com’era e rivuoi ogni singola sensazione.
Che sia forse sia stato raggiunto il picco opposto? Proprio non ne ho idea, ma sento di aver bisogno di riordinare alcune cose, di tagliare alcuni ponti, abbandonare alcuni compromessi.  Bisogno di una nuova direzione..

It’s time to move on.

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